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LA BILATERALITA' AL SERVIZIO DEGLI IMPRENDITORI E DEI LAVORATORI DELL'ARTIGIANATO.

Abstract

 

Tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 l'EBAP (Ente Bilaterale Artigianato Piemontese) del bacino di Torino ha realizzato una ricerca per conoscere le opinioni e le valutazioni degli artigiani della provincia di Torino sull'attività dell'Ente e sulle richieste che ad esso giungono (o potrebbero giungere) dal mondo produttivo artigiano.

La ricerca ha coinvolto quasi 11.000 imprese artigiane con dipendenti (le imprese cioé che possono iscriversi all'EBAP) a cui è stato inviato un breve questionario postale. La ricerca ha condotto alla compilazione di 906 questionari, con una percentuale di ritorni positivi superiore all'8% Si tratta di una quota solo apparentemente bassa: per un questionario postale tale percentuale è già soddisfacente.

La risposta è stata estremamente capillare: hanno compilato il questionario imprese collocate in 174 comuni della provincia e appartenenti a diversi settori di attività economica. In testa vi è, ovviamente, Torino con oltre un quarto dei questionari; seguono gli altri comuni dell'area metropolitana (32IAA%) ed i restanti comuni della provincia (41%).

Si tratta di imprese per lo più piccole come struttura proprietaria (quasi un terzo sono imprese individuali) e come dimensione complessiva (il numero medio di dipendenti è inferiore a cinque) e con una buona storia alle spalle (la metà delle imprese sono nate prima del 1990). Sono prevalentemente imprese metalmeccaniche (50%), però la loro presenza è rintracciabile in tutti i settori: da quelli più tradizionali a quelli più innovativi. L’associazionismo é diffuso e forte: il 68% delle imprese contattate è iscritto a qualche associazione di categoria e meno del 5% dichiara di esserlo stato in passato ma di non esserlo più ora. Le dimensioni del fatturato sono importanti: il 29% ha dichiarato di fatturare fino a 150.000€ ed il 44% tra i 150.000€ ed i 500.000€. Il restante 27% dichiara un fatturato superiore al mezzo milione di euro.

Il 58% delle imprese indagate incorporano nel proprio processo produttivo tecnologie tradizionali di livello medio-basso, mentre il 24% dispone di tecnologie tradizionali ma di alto livello e il 18% di tecnologie innovative, a testimonianza del fatto che il valore aggiunto dell'artigiano risiede nel suo saper fare piuttosto che negli strumenti di lavoro.

Nel triennio 2008-2010 le imprese artigiane intervistate hanno risentito in modo consistente della crisi soprattutto in termini di ammontare delle commesse: il 55% di loro ha avuto un calo di fatturato e circa la metà ha diminuito produzione ed investimenti. Nonostante questo, il sistema ha ancora tenuto, tanto che il 60% ha avuto una stabilità degli addetti e nel 53% dei casi vi è stata anche stabilità nel numero dei clienti. La crisi c'è stata (e c’è tuttora), tuttavia si è manifestata anche una certa capacità di difendere le posizioni.

Tra gli strumenti utilizzati per mantenere stabile la forza lavoro vi è stato sicuramente la CIG in deroga, o altre misure di sostegno al reddito, cui hanno fatto ricorso il 32% delle imprese, e anche per periodi considerevoli: il 28% per un periodo compreso tra 7 e 12 mesi mentre quasi un quarto per oltre un anno.

Il 79% delle risposte proviene da imprese iscritte all'EBAP; tali imprese dichiarano di essersi iscritte perché consigliate da un consulente del lavoro esterno ad un'associazione di categoria (38%) o dall'associazione di categoria (30%). Il 22% ritiene che si tratti di un'obbligatorietà di legge mentre il 10% si è informato autonomamente dei servizi offerti dall'Ente.

Tra i canali attraverso cui le imprese si informano sull'EBAP spiccano la rivista "EBAP Informazione" (67% dei rispondenti) ed il canale dei consulenti del lavoro (56%), che precedono le associazioni di categoria (43%). Un buon risultato è stato raggiunto dal sito internet (16%) mentre sono molto pochi gli artigiani che hanno avuto informazioni attraverso gli strumenti di informazione a diffusione generalistica (radio e giornali).

La conoscenza dei servizi erogati dall'EBAP tra chi è iscritto o conosce l'Ente è buona: la presenza di contributi per dare una copertura al salario dei dipendenti in caso di crisi è conosciuta dall'87% delle imprese, mentre i servizi su ambiente e sicurezza sono conosciuti da 7 artigiani su 10. Circa la metà degli imprenditori, poi, è a conoscenza degli altri servizi (ad esempio, contributi per l’innovazione, interventi di sostegno in casi di calamità naturali).

Tra chi è iscritto all'EBAP o lo conosce il 42% ha avuto contatti diretti con l'Ente ed il livello di customer satisfaction è decisamente elevato. Tra i motivi per cui le imprese si sono rivolte all'EBAP spiccano l'accesso ai contributi della CIG in deroga (57% dei rispondenti) e l'accesso ai contributi per il sostegno al reddito dei dipendenti (52%). Importanti poi sono le richieste di informazioni generali sull'EBAP (38%) e sui temi dell'ambiente e sicurezza (31%) e innovazione tecnologica (26%).

Le imprese contattate suggeriscono di sviluppare ulteriormente il sostegno al reddito dei dipendenti (il core business dell'Ente, indicato dal 63% delle aziende) ma anche la comunicazione con l'impresa ed i lavoratori (40%) e le risorse alla formazione (35%).

Infine, tra chi non è iscritto all'EBAP solo l'11% indica come motivo il costo eccessivo: il 20% ritiene di non avere bisogno dei servizi ma ben il 65% dichiara di non essere iscritto perché non era a conoscenza della sua esistenza.

 

(Il testo definitivo è in fase di stampa)

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